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Benedetto Croce e Giovanni Gentile Un’enciclopedia filosofica-Le conferenze della Scuola 2017

21 / 4 / 2017

Benedetto Croce e Giovanni Gentile

Un’enciclopedia filosofica

  • Michele Ciliberto

    Professore di Storia della filosofia - Scuola Normale Superiore di Pisa

  • Walter Tega

    Professore emerito di Storia della filosofia - Università di Bologna

Il volume Croce e Gentile. La cultura italiana e l’Europa nasce da una duplice persuasione: Benedetto Croce e Giovanni Gentile sono due classici della filosofia contemporanea; nell’ambito della filosofia, e della cultura, europea la ‘tradizione’ italiana ha caratteri specifici, che vanno analizzati e giudicati in forme adeguate. Non è una persuasione scontata, e infatti non è ancora condivisa in modi unanimi: a lungo Croce e Gentile sono stati al centro di contrasti di carattere ideologico e politico che hanno condizionato, specie nel caso di Gentile, la possibilità di un giudizio equanime sulla loro opera. In questa situazione ha inciso anche un elemento di carattere propriamente storiografico, evidente nei lavori pubblicati negli anni Cinquanta e Sessanta: per alcuni dei maggiori interpreti, Croce e Gentile sono stati due incontri decisivi, nella vicinanza o nella distanza, per la loro formazione sia filosofica sia etico-politica. Non si tratta però solo di vicende personali o della biografia di singoli studiosi, per quanto eminenti. Un nuovo approccio all’opera di Croce e di Gentile è stato reso possibile da un fenomeno di più vasta portata che ha avuto effetti notevoli sullo sviluppo degli studi storici in Italia: dall’esaurirsi, fin dagli ultimi decenni del secolo scorso, delle ‘culture’ nate dall’antifascismo e dalle prospettive critiche che ne erano a lungo discese anche sul piano storiografico, incidendo a fondo nelle valutazioni sulla storia italiana e, in modo particolare, sul ventennio fascista. È, peraltro, un dato che non stupisce, se si tiene conto dell’intreccio strutturale di storiografia e politica che connota la ‘tradizione’ italiana, e della forte vocazione ‘civile’ che la distingue dalle ‘tradizioni’ di altre nazioni europee. Nella storia degli intellettuali italiani, anche per la lunga assenza dello Stato nazionale, la storiografia è stata un terreno di scontro ideologico e politico, sia prima sia dopo la realizzazione dell’unità nazionale. […]

Un punto appare chiaro: un neoidealismo italiano, al quale apparterrebbero, senza distinzioni, Croce e Gentile, non esiste; e, d’altra parte, non esiste una loro generica egemonia lungo tutta la prima metà del secolo. Sono entrambi miti da sfatare, come appare evidente dall’analisi delle situazioni concrete, sia nel primo sia nel secondo caso. Per quanto riguarda Croce, se di una funzione egemonica si vuol parlare, soprattutto nell’ambito degli studi filosofici, bisogna circoscriverla al primo decennio del secolo, come del resto intuì, con la consueta lucidità, Renato Serra. A quella data, cominciano a diventare centrali nella discussione filosofica la personalità e l’opera di Giovanni Gentile che, fin dagli anni di Palermo, inizia a crearsi una propria scuola, della quale fanno parte personalità di primo piano tra cui Adolfo Omodeo che, proprio in quel periodo, scrive un saggio critico nei confronti di Croce sul problema delicatissimo della concezione della storia come storia contemporanea. Ma anche per Gentile è difficile parlare di un’interrotta egemonia nella cultura e nella filosofia italiane. Intanto, nel periodo del suo maggiore successo, continuarono a essere vivi in Italia i rappresentanti della vecchia tradizione positivistica e gli esponenti del neotomismo, raccolti intorno ad Agostino Gemelli, nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. In altre parole, furono sempre attivi e vitali quelli che sono stati chiamati i ‘nemici’ di Gentile, i quali, negli anni Trenta, presero sempre più vigore, combattendolo a viso aperto. […] Da queste indagini, un elemento importante appare chiaro: Croce e Gentile sono due ‘classici’ italiani del pensiero europeo, di cui rappresentano un momento essenziale, al quale occorre oggi guardare con occhi nuovi, distanziandosi da una lunga stagione di pregiudizi ideologici duri a morire perché frutto di una storia non priva, a sua volta, di significato e di importanza (da M. Ciliberto, Prefazione, in Croce e Gentile. La cultura italiana e l’Europa, a cura di M. Ciliberto, Istituto della Enciclopedia italiana, Roma 2016, pp. XXI-XXVII).*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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